Non so se avete presente le bellissime storie imprenditoriali (vere, per carità!) che si leggono oggi: un Signor Nessuno (possibilmente giovanissimo e di bassa estrazione sociale) ha una bella idea, inizia a metterla in pratica nel suo garage, di notte, quasi per gioco. Poi il garage comincia ad essere stretto e chiede al vicino di prestargli anche il suo box. Coinvolge un amico, un po’ nerd e con qualche problema di socialità, e i due piano piano dal garage passano ad un ufficio.  Di lì ad un paio di anni, quasi senza rendersene conto, vendono quote milionarie della loro impresa con 200 dipendenti e un fatturato da far girare la testa.

Queste storie mi affascinano un casino. Anzi, vi dirò di più: fino a qualche tempo fa ci credevo anche. Pensavo fosse solo una questione di “provarci”. Di incoscienza e di coraggio.

Sarà scritto nel DNA femminile, ma le favole per noi donne sono sempre il massimo. Anche se non si parla di rospi, principi azzurri e fate madrine, ma di milioni di euro, armadi pieni di scarpe e successo.

La verità è che in queste belle favole impreditoriali nessuno parla mai di fatica, di lavoro duro, di sudore, di rischi (grandi o piccoli), di investimenti. Di tasse, di problemi burocratici, di licenze e permessi, di  affitti e di contributi da pagare, spesso prima ancora che tu possa aver guadagnato qualcosa. Ovvio, rompono la magia. E’ come se qualcuno si fosse messo a raccontare delle vesciche ai piedi di Cenerentola provocate dalle scarpette di cristallo (perché – diciamocelo- io sono certa che come minimo aveva delle vesciche grosse come l’intera carrozza-zucca a fine serata). Le vesciche non avrebbero tolto il senso bello della favola, il riscatto sociale della poveretta e la poesia dell’amore, ma di certo avrebbero aggiunto una nota di dolore, fatica e realtà alla storia.

Con questo non voglio dire che non si devono più raccontare le belle favole imprenditoriali moderne, anzi, servono a darci carica, speranza e anche a darci un metodo. Servono a darci il coraggio di perseguire i nostri sogni. Quello che voglio dire è che la crescita di un'impresa non è una passeggiata nel bosco a raccogliere fragoline, con una pendenza che regoli tu in base al fiatone. In mezzo c’è anche la fatica, ci sono gradini più o meno alti da salire se si vuole crescere. A volte questi gradini sono troppo alti per le nostre gambe, o così ci sembra (specie se sei piccolo e con poche risorse). Per cui può succedere come a filo.vero, che per salire un altro gradino è stata costretta a rallentare un attimo, prendere la rincorsa, mettere insieme le energie e sollevare la gamba in alto fino a riuscire a farlo, questo gradino.

Finalmente ora ho un quartier generale (chi mi segue su IG Stories ha visto in diretta l’allestimento). Filo.vero ha una casa. Un luogo confortevole e pieno di luce in cui lavorare in pace e in cui incontrare clienti e ospitare collaboratori. Per questo motivo la collezione estiva è arrivata un po’ in ritardo, ma ora è nello shop e secondo me è davvero carina.

Per l'occasione ho deciso di organizzare una specie di warming party, quelle festicciole di inaugurazione per ricaldare l'ambiente, in cui inviti gli amici e si fa un brindisi. Ecco, per il mio warming party vi regalo uno sconto del 10% su TUTTI I PRODOTTI, sui prodotti già in promozione e non, sui prodotti continuativi e sulle novità (tra i cui i nuovissimi Beach Essentials). Lo sconto verrà applicato in automatico al momento del check-out sul totale del carrello escluse le spese di spedizione, fino al 30 giugno 2017. Siete tutti invitati nel mio shop, approfittate dello sconto e aiutatemi a riscaldare l'atmosfera (anche se qui con 32°C all'ombra non ce ne sarebbe bisogno!).