Volevo scrivere un post leggerotto (che comunque farò nei prossimi giorni), invece è uscito questo qua. Sono esattamente 11 giorni che sono on line con filo.vero.

11 giorni non sono un tempo sufficiente per fare bilanci, ma per fare qualche riflessione forse sì.

 

Sono stati 11 giorni di lavoro intensissimo. Sì, perché dopo che ho lavorato come una pazza per andare on line il 1 dicembre, per arrivare in tempo alla corsa dei regali di Natale, in realtà il grosso del lavoro doveva ancora incominciare.

 

Anche se nei miei post (qui e qui) ho raccontato in breve la mia storia, dai vostri messaggi ho capito che chi non mi conosce bene forse non ha capito cosa ho combinato:

ho mollato il mio lavoro da ingegnere libero professionista e faccio solo FILO.VERO. Basta.

Prima FILO.VERO era un hobby, poi un secondo lavoro. Adesso è il MIO LAVORO.

 

Qualcosa è radicalmente cambiato. Vorrei dirvi che sono stati 11 giorni di puro entusiasmo e felicità. Vorrei dirvi che mai per un secondo ho pensato di mollare tutto.

Ma non posso dirlo. Sono stati giorni di grande soddisfazione, ma anche di un profondo senso di non farcela. Prima di questo cambiamento, se per giorni ricevevo meno ordini, non andavo in ansia. Non pensavo di aver sbagliato la comunicazione, il prodotto, la presentazione. Semplicemente non ricevevo ordini.

 

Invece in questi ultimi 11 giorni se non avevo un continuo feedback positivo da voi, andavo in crisi. Se non avevo idee buone e immediate, pensavo di aver sbagliato tutto nella vita. E non è perché improvvisamente non mi piaceva più fare FILO.VERO, ma semplicemente perché qualcosa è cambiato: ora è LAVORO.

 

Allora ho capito che dovevo rallentare, respirare, prendermi 2 ore e uscire, anche se avevo ancora tanto lavoro da fare. Dovevo guardarmi da fuori, ma non attraverso Google Analytics.

Dovevo prendere una pausa anche dalle cose difficili della vita vera (se in qualche modo si può), perché, come ha detto bene la mia amica Justine qui, mentre si sorride on line, ci sono cose della vita che uno preferisce coccolarsi nel privato. E questi 11 giorni, fatalità, sono stati pieni di queste cose difficili e tristi.

 

Allora sono andata a fare un giro in una delle mie librerie preferite e ho comprato l’ultimo numero della rivista Flow (quella che ho messo anche nella mia wishlist di Natale). All’interno c’era un esercizio da fare: completare un poster che dice “Plant things you want to see grow in your life” (Pianta cose che vuoi vedere crescere nella tua vita).

 

Ho iniziato a completarlo e questo è ciò che ne è venuto fuori:

 

 

L’ho guardato bene e ho capito che se nella mia vita semino queste cose, non possono crescere erbacce cattive. Magari non cresce esattamente quello che avevo in mente, ma di sicuro IO cresco. Quando ti impegni nella vita, quando dai e ricevi amore, quando ascolti davvero ciò che desideri, non può che andare bene. Anche nella fatica enorme che senti ogni giorno.

 

Sono tornata a casa ricaricata, ho lavorato tantissimo e bene anche nel weekend. Mi sono presa qualche momento per stare con i miei figli e ho ricevuto tanto entusiasmo da voi per le mie idee nuove e per i prodotti che sto per lanciare.

Qualcosa è cambiato, ma è solo l’inizio.