Questo è un post con colonna sonora.  Avrei voluto proporvi una colonna sonora colta, invece ve ne propongo una ignorante,  ma è quella che mi risuona in testa da sabato.

Quindi, prima di iniziare a leggere, attaccate questa (con il video più trash della storia) e mettetevi nel mood giusto:

 

 

 

oppure nella versione live

 

 

 

“E’ quasi Natale e a Bologna che freddo che fa...”

Sabato a Bologna sono scesa dalla macchina canticchiando questa canzone di cui sono stata perdutamente innamorata negli anni 90. Imparata a memoria e cantata mille volte, sia nella sua versione originale (More than words degli  Extreme) che nella versione Jovanotti e Carboni, qui citata. Non poteva mancare in nessuna compilation che preparavo per un amico. Nel 1993 se eri maschio, adolescente, sapevi suonare l'intro pizzicato di questa canzone con la chitarra, potevi anche essere un cesso, ma la fanciulla davanti a te con le mani dentro le maniche della felpona oversize si sarebbe messa a cantare e ti avrebbe guardato con gli occhi dolci. Lo so, è una terribile caduta di stile da parte mia, ma è così (nello stesso anno avevo imparato a memoria anche Tocca qui degli Articolo 31, quindi questo è nulla a confronto).

 

Sabato a Bologna ho partecipato ad un evento in uno dei miei posti preferiti in assoluto, uno di quei posti che vorrei aver inventato io, per quanto è bello. Invece l’hanno inventato delle ragazze eccezionali, che lo animano e lo riempiono di profumi di cibi speziati e di paste lievitate che stanno cuocendo. Sto parlando di ZOO, in strada Maggiore 50/A a Bologna.

 

 

Sabato nello spazio di ZOO c’era un market di Natale  (I Reindeer Days) a cui io ho avuto l’onore di partecipare, insieme ad altri produttori, designer e artigiani davvero d’eccezione. L’unico evento natalizio a cui filo.vero ha partecipato. Ero stravolta, erano giorni e giorni che lavoravo fino a ore notturne improponibili per cucire prodotti, preparare pacchi, rispondere a mail. Ma ne valeva la pena.

Se da ZOO non ci siete mai stati, andateci. Bisogna riempirsi di cose belle (e buone) ogni tanto.

 

 

Per me è stata la degna conclusione di una settimana intensissima.

Una settimana fa vi raccontavo della fatica, dell’entusiasmo, del bisogno di conferme. Questa settimana vi dico che negli ultimi sette giorni ho avuto tutto: fatica estrema, entusiasmo estremo, conferme grandissime.

Grazie, grazie, grazie. E’ stata di sicuro la settimana prenatalizia più intensa della mia vita, ma ho sentito tutto il calore, la spinta, l’incoraggiamento di cui avevo bisogno. Tante cose ancora da migliorare, quantità da aggiustare (non mi aspettavo di andare SOLD OUT con tanti prodotti così presto!!) , piccoli errori commessi per stanchezza ,  ma tanta gratitudine e voglia di andare avanti. E anche di riposare. TANTA voglia di riposare.

 

O è Natale tutti i giorni o non è Natale mai

Quando arrivavo a canticchiare nella mia testa questo verso della canzone dicevo “io forse preferirei  MAI” : sono talmente stanca che ringrazio che Natale sia un solo giorno all’anno...però penso che effettivamente vorrei lavorare con la stessa intensità, la stessa voglia di fare (e fare bene), la stessa tensione positiva di questi giorni ogni giorno dell’anno, questo è vero. Magari con più calma, con ritmi più umani, rispettando di più me e la famiglia. Ma questo si impara, ne sono certa.

 

Grazie ancora e BUON NATALE. Io finisco gli ultimi pacchetti da consegnare entro la vigilia, dormo tutto il giorno di Natale e anche Santo Stefano, che poi il 27  si riparte alla grande per evadere tutti i preordini e preparare i prodotti nuovi.

 

E voi ascoltatevi anche la versione originale, che ne vale la pena.